Storia dei parchi gioco inclusivi in Italia e sviluppo futuro
21 Nov 2016

Storia dei parchi gioco inclusivi in Italia e sviluppo futuro

Una decina di anni fa in Italia nessuno conosceva i parchi gioco inclusivi, probabilmente ne esistevano 2/3 su tutto il territorio ed erano già presenti alcune altalene per carrozzine. Si trattava però di casi del tutto isolati e sconosciuti alla maggioranza della popolazione, (esempio parco Europa a Jesolo).

Le aziende che si occupavano del tema erano pochissime, parliamo di 2/3 al massimo, ma quasi nessuna pubblicizzava strutture gioco adatte anche a bambini con disabilità.
In questi ultimi 3 anni circa, (tra il 2013 e 2014), l’attenzione verso questo tipo di area gioco è cresciuta, lentamente ma in maniera costante e oggi quasi tutte le aziende che producono e/o vendono giochi per esterno hanno una sezione del loro sito dedicata ai “giochi inclusivi” o “giochi per disabili”.

Nel giro di pochi anni si è verificato un grandissimo cambiamento: siamo passati da una situazione di totale disinteresse verso il parco inclusivo a una gara a chi ha il catalogo più ricco di giochi accessibili e fruibili a tutti. Siccome siamo molto modeste, (:-D), vogliamo prenderci una parte di merito di questo cambiamento. Nel marzo 2014 nascono blog e pagina facebook “Parchi per Tutti” che hanno cercato di sensibilizzare con ogni mezzo possibile e immaginabile: post sui social network, articoli e interviste su siti, portali, quotidiani e riviste, video, lettere spedite ad amministrazioni comunali di tutta Italia, scambio di e-mail con aziende che producono giochi…
Noi naturalmente siamo super felici di questa grande attenzione che viene dedicata alle aree gioco inclusive però… C’è un però! Anzi, ce ne sono ben due!

1. In Italia non esiste una definizione ufficiale di “area gioco inclusiva” quindi ognuno interpreta a modo suo questo spazio.
2. In Italia si parla di questo tipo di area giochi da pochissimi anni e quindi un concetto nuovo che deve ancora essere recepito dalle persone.

Per quanto riguarda il punto 1. vorremmo chiarire che inclusivo significa “che include tutti” e quindi bambini “normodotati” e bambini con disabilità di vario tipo. Anche adulti, perché i bambini al parco non ci vanno da soli ma sono accompagnati. La definizione che descrive meglio un’area giochi di questo tipo è: un luogo privo di barriere architettoniche dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini e dove questi ultimi possono giocare insieme. Con “tutti” si intendono bambini che possono correre, bambini che usano la carrozzina, bambini ipovedenti, bambini con disabilità motoria lieve e bambini che amano saltare come grilli.

Per quanto riguarda il punto 2. c’è ancora tanto da fare. Nonostante l’attenzione sia cresciuta ci sono ancora tantissime persone che non hanno ben chiaro se l’aggettivo “inclusivo” sia da affiancare al gioco o al parco. Molti son convinti che in un parco inclusivo non debbano essere presenti giochi di arrampicata o giochi che non possono essere utilizzati da utenti in carrozzina. Altri pensano che sia sufficiente installare un’altalena per carrozzine di fianco a giochi classici per definire “inclusivo” il parco. I più fantasiosi installano giochi accessibili su ghiaia che, è risaputo, è il terreno preferito da chi sta seduto in carrozzina.

Noi siam felici, davvero tanto, perché in pochi anni c’è stato un grandissimo cambiamento! Naturalmente non bisogna fermarsi perché c’è davvero ancora tantissimo da fare. Ringraziamo tutti, di vero cuore, ma rimbocchiamoci le maniche e andiamo avanti, non accontentiamoci di ciò che è stato fatto fino ad oggi.

In Italia ad oggi sono presenti 350/400 parchi nei quali sono installati alcuni giochi accessibili e fruibili. In tutta Italia! Sono davvero pochissimi, e pensate che in 230 di questi luoghi di accessibile c’è solamente l’altalena per carrozzina. Dobbiamo fare in modo che le informazioni riguardanti i parchi gioco inclusivi raggiungano tutte le amministrazioni comunali così che nel caso decidano di realizzare un nuovo parco possano valutare di scegliere la strada dell’inclusione. Chiediamo alle aziende che vengono contattate dai Comuni di proporre progetti inclusivi oltre a quelli classici.
Giochi inclusivi Vs parchi inclusivi. Ad essere inclusivi sono i giochi, (scivolo, altalena, casetta, …), o è il parco? È il parco! Ottimo che i cataloghi delle aziende si siano riempiti di giochi sui quali è stato apposto il simbolo del bambino in carrozzina, (gioco accessibile anche a bambino con disabilità), ma vorremmo chiedere uno sforzo maggiore perché esiste sempre, in ogni caso, margine di miglioramento.

Che senso ha oggi, oggi che l’attenzione verso l’area gioco inclusiva è cresciuta così tanto, parlare di giochi accessibili e fruibili e giochi classici? Ci seguite? Se è vero che le disabilità sono diverse: intellettive, sensoriali, motorie, come possiamo identificare i giochi adatti a bambini con disabilità sensoriale lieve e distinguerli da quelli adatti a bambini con disabilità motoria grave?

Un gioco accessibile e fruibile da parte di un bambino ipovedente è molto probabile che non sia accessibile e fruibile da parte di un bambino in carrozzina con poca forza nei muscoli. 
E allora che senso ha apporre il simbolo del bimbo in carrozzina sui giochi? Lo appiccichiamo solo ai giochi per bambini con disabilità motoria? Solo a quelli adatti a bambini che hanno difficoltà a deambulare o a quelli che usano la carrozzina? Una scelta davvero difficile.
In questo modo rischiamo di dichiarare tutti i giochi di un catalogo “fruibili da parte di bambini con disabilità” oppure di dichiararli quasi tutti “non adatti a bambini con disabilità”.
Sicuramente i bambini con disabilità motoria sono quelli che incontrano maggiori difficoltà al parco giochi nell’accedere e utilizzare le strutture che molto spesso sono posate su ghiaia, sono dotate di scale, corde di arrampicata, passaggi stretti e privi di corrimano o maniglie… 

Noi ci siamo un po’ stancate di vedere giochi dotati di rampe con una pendenza così alta da risultare assolutamente inaccessibili, (la massima pendenza consentita è 8% DM 239), magari pure dotate di traversine di legno inchiodate trasversalmente con il simbolo azzurro della carrozzina a indicare che è fruibile da bambini disabili. Un giorno ce lo spiegherete come un bimbo che ha difficoltà a camminare, (non un bimbo in carrozzina, immaginiamo un bambino che cammini con difficoltà), possa percorrere questa rampa e salire sulla piattaforma del gioco. Dite che pensavate ai bambini ipovedenti? In quel caso andava bene, se non meglio, anche una classica scala dotata di corrimano. E i giochi a molla privi di protezioni laterali e schienali per sostenere il tronco, pure loro dichiarati adatti a bambini con disabilità? 

Come risolviamo questo problema? Secondo noi con l’eliminazione dei giochi inclusivi e l’introduzione dei parchi gioco inclusivi nei cataloghi cartacei e sui siti delle aziende che vendono e/o producono giochi per aree pubbliche.

Eliminiamo tutti questi simbolini azzurri e introduciamo esempi di parchi gioco inclusivi: rendering, disegni, fotografie di parchi già realizzati, …

Mostriamo cos’è un parco giochi inclusivo. Non esiste una interpretazione unica di parco inclusivo: possiamo decidere di realizzare tutta la pavimentazione in gomma o di inserirla solamente sotto alle strutture gioco collegate da vialetti, possiamo decidere di installare un gioco con rampa o uno con scale che però abbia la parte a terra accessibile, altalena a cestone o altalena con schienale, le varianti possono essere mille e anche più. Non esiste una interpretazione ottimale di parco inclusivo, il parco, come nel caso di quello classico, può essere personalizzato in base alle richieste del Comune, in base al tipo di utenti che lo frequenteranno. Cento parchi e cento idee! Mi raccomando non vi dimenticate dell’accessibilità che poi ci arrabbiamo.
Che ne dite? Si può fare? Naturalmente ci piacerebbe vedere parchi inclusivi veri! Non parchi dove sono installate 20 strutture gioco e solamente 3 di esse sono accessibili a bambini con disabilità motoria grave. Insomma parchi progettati perché possano essere frequentati davvero da tutti i bambini. Parchi dove ogni bambino può provare diversi giochi insieme ad un amico!
P.S.: Lo sappiamo e potete anche dirlo: siamo veramente delle rompiscatole e le nostre richieste richiedono un impegno importante! Ma che ci possiamo fare? Siam fatte così 😛

Rimini, 21 Novembre 2016 – Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti

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