Nessun parco giochi per i ragazzi autistici?

Cagliari.
L’esistenza dell’autismo è nota a tutti. Di cosa si tratta, molto meno. L’idea che ne hanno le persone che non ci convivono, spesso si fonda su informazioni confuse. Alcuni ritengono che i ragazzi autistici siano molto intelligenti, ma isolati dal mondo. Ci sono ragazzi autistici che si fanno male da soli, che compiono gesti autolesionistici. Altri che hanno una affettività ‘normale’, solo che non sanno parlare. Hanno un forte ritardo mentale.
L’elemento che accomuna le persone affette da autismo, è che hanno bisogno di essere accudite continuamente. Non sono autonome. Infatti, noi genitori di ragazzi autistici conviviamo con l’incubo di cosa sarà di loro quando non ci saremo più.
Nel frattempo c’è la vita quotidiana. I luoghi dove andare. I parchi, appunto.
Mio figlio Ludovico, che è un ragazzo autistico di 17 anni, per niente aggressivo, per fortuna non autolesionista, solo che non sa parlare e ha un forte ritardo mentale, ama correre. Salire sugli scivoli, giocare con le altalene. Fin quando ha avuto 14 anni abbiamo passato ore e giorni così.
Da un paio d’anni molto meno. Ludovico è diventato grande, fisicamente grande. Anche se è come un bambino piccolo. Ma gli altri bambini piccoli e ‘normali’ non lo sanno. E nemmeno i loro genitori. Quando sale sullo scivolo o sull’altalena, si crea un certo clima di apprensione. I genitori dei bambini piccoli hanno paura che quel ragazzo-bambino possa inavvertitamente fare male ai loro figli.Eravamo tutti contenti quando abbiamo saputo che il comune di Cagliari stava per aprire il nuovo piccolo parco della Fonsarda. Un parco che nasceva dal recupero di un’area che per anni era rimasta chiusa al pubblico.

Da tempo avevamo comunicato al sindaco Massimo Zedda e all’assessore Paolo Frau che c’era l’esigenza di un parco dove i nostri figli potessero andare. Così, quando abbiamo saputo che forse era stato trovato, siamo andati subito a vederlo. E’ successo molti mesi fa. E l’assessore Frau ci ha fatto da guida. Abbiamo dato dei suggerimenti.
Quando ieri siamo andati all’inaugurazione del parco eravamo certi che sarebbe stato detto che quel luogo era per i nostri figli. Attenzione: non esclusivamente per i nostri figli, ma preliminarmente per i nostri figli. Che, cioè, era quel luogo sempre sognato dove i nostri figli sono i cittadini e gli altri sono gli ospiti. Un luogo straordinario per noi, ordinario per le persone ‘normali’. Si trattava di dire che – in quel piccolo e unico luogo – si ribaltava l’ordinaria gerarchia della titolarità: a chiedere ‘permesso’ non dovevano essere i nostri figli. Nessuno doveva chiedere permesso. Ma chi andava in quel parco doveva sapere che era prima di tutto frequentato da strani bambini-uomini. E che chiunque poteva portare i suoi figli ‘normali’ sapendo che c’era, nel parco, questa ricchezza. Qualcosa da spiegare, da raccontare, ai bambini ‘normali’ per renderli uomini. Per ‘educarli alla diversità’.
Ci siamo rimasti malissimo. Abbiamo chiesto spiegazioni. Non più al sindaco, non più all’assessore. Che avevano avuto da noi un quadro chiarissimo della situazione e dell’esigenza e hanno evidentemente fatto una scelta. Una scelta politica. Perché sono proprio questi piccoli luoghi, in queste zone di confine tra il giusto e l’opportuno, che si rivela una certa o una cert’altra concezione del mondo. Hanno scelto, ci è stato spiegato, di introdurre ‘gradualmente’ l’idea di questa destinazione del parco. A noi pareva, invece, che fosse opportuno dirlo subito. Perché nei luoghi si creano prassi, abitudini. Dopo è molto più difficile cambiare.

Giovanni Maria Bellu

Per leggere la notizia completa clicca qui: http://www.sardiniapost.it/pronto-intervento/nessun-parco-giochi-per-i-ragazzi-autistici-loccasione-perduta-da-massimo-zedda/

Ho letto l’articolo di Giovanni Maria Bellu su SardiniaPost credo che, in qualità di genitore di un bambino autistico e di componente del Comitato Famiglie 162, sia necessario spendere due parole in riguardo. Premetto che il parco inaugurato dal sindaco Massimo Zedda e dall’assessore all’urbanistica, Paolo Frau, è un’area di 4700 metri quadri è una cosa molta bella e che, al di là di come la si pensi politicamente, merita un riconoscimento di buona pratica amministrativa del territorio. Comprendo pienamente la problematica in discussione,essendo io stesso padre di un bambino autistico, ma non condivido l’impostazione, la sostanza e l’assunto dell’articolo. Cagliari è tra le principali città in Italia per spazi verdi, questo parco è “ l’ennesimo “ di una lunga serie che in questi anni sono stati sistemati e resi fruibili a TUTTI. Nell’articolo, Bellu, lamenta l’assenza di spazi verdi nei quali poter stare con il suo ragazzo autistico a correre senza rischiare di far male a nessuno, questa pretesa è quantomeno ingenua, dato che potrebbe accadere la stessa cosa in un ambiente dedicato unicamente o prevalentemente a persone autistiche, o forse non si è posto la domanda: mio figlio potrebbe fare “ involontariamente” del male ad un suo “collega” autistico durante le sue folli corse? Forse non lo sapremo mai, chissà…
Per Bellu l’occasione persa dal sindaco consiste nel non aver istituito questo nuovo parco destinandolo ai disabili “Già, il problema è che tutti i giardini sono di tutti. Nessuno è per i disabili.” La critica di questo articolo si snoda tutta qui, nella promessa mancata da parte del sindaco nei confronti di genitori e associazioni di persone autistiche di una destinazione, come specifica Bellu stesso proseguendo nell’articolo, “non esclusivamente per i nostri figli, ma preliminarmente per i nostri figli “. Questo è il punto, che sinceramente non mi sento di condividere dell’articolo di Giovanni Maria Bellu, malgrado capisca le sue ragioni profonde, non posso assolutamente trovarmi d’accordo con questa posizione, anche perchè l’impegno di questi anni da parte di genitori, assiociazioni, e di tante persone che a vario titolo si sono occupate di autismo non ha mai ragionato o pensato di farlo in quella direzione, nei luoghi “per…” nei luoghi prevalentemente/preliminarmente destinati a persone autistiche. La mia linea di indirizzo è l’esatto opposto, cioè creare tutte le condizioni per cui persone autistiche e persone non autistiche possano condividere e vivere gli stessi spazi, pubblici o privati che siano, in totale inclusione e integrazione, in uno scambio di esperienze reciproco che non “avvantaggi “ nè l’uno nè l’altro, ma che fornisca ad entrambi gli strumenti e la possibilità di esprimere al meglio e al massimo la propria personalità.

Antonello Spiga

Per leggere la notizia completa clicca qui: http://www.castedduonline.it/cagliari/san-benedetto/31951/io-genitore-di-un-autistico-a-cagliari-manca-cultura-non-il-parco.html

Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti

 

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