Il gioco è bello se giocano tutti
Quali sono i bambini che i parchi come convenzionalmente li conosciamo escludevano dal gioco?
Quello del gioco non è solo un bisogno, ma un diritto fondamentale. Un diritto sancito dall’articolo 31 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia: è vero che carte di questo tipo solitamente sono buone solo per incartare il pesce, ma è comunque positivo che tale diritto sia stato scritto nero su bianco e sottoscritto dai diversi Stati. E naturalmente, in quanto diritto universale, non prevede deroghe, limitazioni o esclusioni. Del resto non serve aver studiato Piaget per capire che il gioco è una dimensione fondamentale dello sviluppo di un bambino: è contemporaneamente esplorazione, divertimento, apprendimento, condivisione e socializzazione. Ebbene (anzi emmale), in senso molto ampio, possiamo dire che tutti i bambini in sedia a rotelle e tutti i bambini con disabilità motoria sono, chi più chi meno, esclusi dai parchi giochi concepiti in maniera tradizionale. Dobbiamo pensare che le prime barriere sono le cortecce e la ghiaia, ovvero tutto ciò che comunemente ricopre il terreno dei parchi. Naturalmente anche i gradini, tutti i gradini, piccoli o grandi che siano, costituiscono una barriera. Poi ci sono i giochi: una classica altalena, ad esempio, esclude dal gioco molti bambini.
La cultura dell’inclusione non si costruisce a tavolino, le barriere mentali non si abbattono con uno schiocco di dita, occorre procedere con pazienza, costanza, a piccoli passi. Stiamo lavorando in questo senso, vorremmo programmare una serie di piccole azioni per la primavera, quando il parco tornerà a essere più vivo, coinvolgendo bambini, famiglie e chiunque vorrà dare il proprio contributo. Un picnic al parco? Una lettura per bambini? Un momento musicale? Stiamo raccogliendo idee, suggerimenti, proposte. Per qualsiasi cosa basta scrivere una mail: parcoinclusivo.bz@gmail.com
Notizia integrale qui: http://franzmagazine.com/2016/11/09/il-parco-inclusivo-di-bolzano-il-gioco-e-bello-se-giocano-tutti/
Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti