I nostri consigli riguardo i parchi e i giochi inclusivi
Claudia Protti e Raffaella Bedetti. Le due mamme che gestiscono il blog “Parchi per tutti”. Il blog, è la corrispondente pagina facebook Parchi per Tutti, sono online da marzo 2014 e se all’inizio ci siamo limitate a rilanciare le notizie che avevano come argomento i parchi giochi inclusivi e le altalene per carrozzine da molti mesi ci siamo accorte che questo non ci basta. Il nostro obiettivo, come abbiamo ribadito spesso sul blog, sulla pagina facebook e nelle interviste rilasciate, è far conoscere i parchi inclusivi e spingere privati, associazioni e soprattutto le Amministrazioni Comunali a scegliere giochi per tutti i bambini in fase di progettazione di aree gioco e non solo per bambini normodotati. Mettere a disposizione di tutti gli utenti notizie, elenco delle ditte che producono e/o vendono giochi adatti anche a bambini con disabilità, mappa dei siti italiani dove sono presenti giochi fruibili a tutti e rispondere alle tante mail e telefonate di richiesta informazioni non basta.
Siamo solo due mamme ma siamo anche un po’ pazze e vogliamo puntare più in alto.
Storia ed obiettivi
Da marzo 2014, quando è nato il blog, abbiamo letto, condiviso, appreso, studiato, provato. Non siamo esperte di giochi, non lo saremo mai, se volete conoscere le norme di sicurezza a cui devono sottostare le strutture gioco in Italia o notizie su certificazioni dovete rivolgervi ad esperti del settore. Noi invece, dopo aver visitato alcuni parchi giochi inclusivi, parlato con altre mamme di bambini con disabilità motorie, con i rappresentanti di ditte che vendono giochi vogliamo darvi qualche piccolo consiglio sui giochi da installare, come sceglierli e ricordarvi l’importanza dell’accessibilità del parco e dei giochi. Negli anni antecedenti al 2014 digitare “parco giochi inclusivo” su un motore di ricerca significava vedersi restituiti una decina di risultati e non tutti attinenti al 100% all’argomento. Poche ditte pubblicizzavano sui loro siti i giochi anche per bambini con disabilità, (alcune propongono un catalogo di giochi adatti a parchi inclusivi da una decina di anni ma tante sono apparse sul mercato con questo tipo di prodotti da poco). Quasi nessuno conosceva il significato di “parco giochi inclusivo”. In realtà una definizione ufficiale non l’abbiamo trovata neppure oggi su siti italiani ma vogliamo credere che tante persone oggi sappiano cos’è e come è fatto un parco giochi inclusivo. Oggi le notizie che appaiono sui motori di ricerca sono sicuramente più di 100 e quasi tutte le aziende hanno una pagina sul loro sito dedicata ai giochi “inclusivi”.

Normativa, Linee Guida suggerimenti
Purtroppo in Italia non si parla molto di parchi inclusivi e non esistono leggi che regolamentano la realizzazione di parchi inclusivi o stabiliscono quali giochi possono essere considerati più fruibili da parte di bambini con disabilità motoria o di altro tipo e quali no. Esistono delle Linee Guida, stilate e messe a disposizione dal Comune di Jesolo: Stessi Giochi Stessi Sorrisi.
Naturalmente si tratta solamente di linee guida e quindi nessuno è tenuto a rispettarle ma invitiamo tutti a leggerle perché contengono ottimi suggerimenti utili per superare le difficoltà che i bambini con disabilità motorie riscontrano nelle aree gioco. La disabilità motoria è quella che anche noi conosciamo meglio, e di cui parliamo più spesso. Non ce ne vogliano i genitori di bambini con disabilità intellettive o sensoriali ma non siamo in grado di spiegare e capire le difficoltà che incontra un bambino cieco al parco giochi. Certo, possiamo immaginare non sia facile orientarsi in uno spazio privo di riferimenti, di mappa in Braille… Ma non è giusto affrontare un argomento che non si conosce bene e sicuramente ci sono persone molto più informate di noi che potranno dare suggerimenti utili sulla disabilità sensoriale o intellettiva.
Noi ci limiteremo a suggerire accorgimenti sui parchi inclusivi nell’ambito della disabilità motoria. Ci piacerebbe che questo post informativo fosse letto sia da coloro che hanno intenzione di installare dei giochi in un parco della propria città ma anche dalle ditte che questi giochi li vendono.
Considerate questi suggerimenti come personali, rappresentativi della nostra esperienza e della nostra idea di area gioco inclusiva. Negli Stati Uniti d’America esistono delle linee guida stilate in base alla legge che regolamenta le agevolazioni che devono essere prese in considerazione quando si intende realizzare una struttura ricreativa, (non solo parchi gioco), ma in Italia nessuno impedisce alle ditte di dichiarare “inclusivo” un gioco. Per ulteriori informazioni: ADA Standards.
I nostri suggerimenti sono rivolti a parchi per bambini dai 5/6 anni in su. I bambini più piccoli solitamente si fanno aiutare dai genitori quando non riescono a scalare un castello, salire sullo scivolo o sedersi su un gioco a molla ma ad una certa età subentra la voglia di “fare da solo”. I bambini iniziano a giocare in autonomia e non vogliono che il genitore, (nonno, zia o baby sitter), li aiuti, preferiscono imitare i compagni e stare insieme agli altri bambini senza la presenza di un adulto. Per questo motivo è importante che i giochi siano il più possibile fruibili in autonomia senza l’aiuto di un adulto. Altrettanto importante, ma questo ormai per noi è scontato, che non si tratti di giochi riservati a bambini disabili ma di giochi che possano essere utilizzati sia da bambini con disabilità che da bambini normodotati e naturalmente devono essere divertenti!
Lo scriviamo sinceramente, con la speranza di riuscire a collaborare in maniera ancora più attiva con le aziende che producono giochi “inclusivi”, il simbolo del bambino stilizzato in carrozzina o della sola carrozzina che viene impresso accanto al gioco dichiarato “inclusivo” secondo noi a volte è un po’ abusato. Il simbolo del bambino in carrozzina o la sola carrozzina per disabili solitamente nei cataloghi indica che il gioco è “anche per disabili”. Con disabili si intendono bambini con disabilità intellettive, sensoriali e motorie. Però, se ci pensate bene, forse chi ha più difficoltà a utilizzare i giochi, sono proprio i bambini con disabilità motoria. I giochi nei parchi prevedono tutti un movimento: salire, scendere, dondolare, oscillare, girare, … Azioni che possono risultare difficoltose per un bambino che fatica a camminare o a sollevare le braccia.
Simbolo “gioco accessibile”
Ci piacerebbe, per cominciare, che fossero utilizzati diversi simboli, e non solo uno. Utilizzare un solo simbolo a volte confonde chi sfoglia il catalogo. Confonde tutte le persone che non conoscono la disabilità motoria e le difficoltà che deve affrontare un bambino al parco.
Le differenze tra un bambino con disabilità motoria lieve e uno con disabilità motoria grave sono troppe e un gioco che può essere utilizzato con facilità dal primo bambino non lo è altrettanto dal secondo. Per un bambino con disabilità motoria lieve può essere di grande aiuto una piattaforma di trasferimento per salire al piano rialzato di una struttura gioco per gattonare o camminare fino allo scivolo sul quale scendere dopo essersi seduto. Un bambino che utilizza la carrozzina non potrà farlo, nella maggior parte dei casi non potrà utilizzare lo scivolo perché spesso dotato di scala a pioli o altro accesso impossibile da percorrere da solo. In alcuni casi un genitore potrà portarlo in braccio fino allo scivolo ma non si tratta di operazione facile, spesso l’accesso al piano superiore del gioco è una parete con appigli per arrampicarsi o una scala di corda. Uno scivolo posizionato su una dolce collinetta ad esempio consente di ovviare al problema arrampicata e uno scivolo doppio permette ad un bambino di scivolare tenendo la mano ad un altro bambino o a un genitore.
Ma torniamo ai simboli: nelle linee guida Stessi Giochi Stessi Sorrisi vengono utilizzati due diversi simboli:
– simbolo carrozzina con una persona stilizzata ripresa nell’atto di alzarsi dalla carrozzina stessa
– simbolo carrozzina con persona stilizzata seduta.
Questi simboli sono molto chiari e potrebbero distinguere in maniera molto chiara le strutture gioco adatte a bambini che possono alzarsi dalla carrozzina, stare in piedi e in alcuni casi camminare per brevi tratti, (con o senza l’aiuto di un deambulatore).
La maggior parte delle aziende però, sui loro cataloghi, utilizza un solo simbolo o non lo utilizza affatto. Lanciamo la sfida: scegliete più di un simbolo per descrivere l’accessibilità e fruibilità dei giochi sui vostri cataloghi.
E se pensate possa essere utile potete utilizzare altri simboli per indicare che un gioco è particolarmente adatto per bambini con disabilità sensoriale o intellettiva.
Non sempre chi acquista i giochi per tutti si rivolge a persone che sono in grado di realizzare un progetto inclusivo in cui siano presenti giochi per tutti, qualche gioco per bambini con disabilità motoria, accortezze per bambini ipovedenti… L’uso di simboli diversi potrebbe facilitare la scelta.
Giochi dichiarati inclusivi
Esistono i giochi inclusivi? Forse sì o forse no. In realtà ciò che deve essere inclusivo è il parco giochi perché le singole strutture possono essere più o meno adatte a rispondere ai bisogni di bambini a seconda del tipo di disabilità presa in esame. Per un bambino con disabilità motoria molto lieve è facile accedere a quasi tutti i giochi classici installati nella maggior parte delle aree gioco di ogni città per questo motivo chiediamo alle ditte di prestare attenzione quando appongono i simbolo “gioco adatto anche a bambini con disabilità” sul catalogo. Apporre il simbolo “gioco accessibile” sul 90% dei giochi presenti nel catalogo da l’impressione, al compratore, che sia sufficiente scegliere a caso qualche gioco, magari secondo il proprio gusto personale, installarlo in un parco e aver realizzato un parco giochi inclusivo! Purtroppo non è così. Un parco inclusivo deve avere determinate caratteristiche, che gli americani hanno messo per iscritto nelle ADAAG a cui accennavamo più sopra.
Una giostrina girevole con sedili e posto per carrozzine, su cui possono salire contemporaneamente bambini normodotati, bambini con disabilità motoria lieve o grave e bambini con disabilità sensoriali e intellettive può essere considerata un gioco inclusivo però… Però bisogna prestare grande attenzione al luogo dove viene installata e come, ovvero deve essere garantita l’accessibilità!
Un’altalena per carrozzine non è un gioco inclusivo perché l’accesso e l’uso è consentito alle sole carrozzine mentre vengono esclusi dal gioco di dondolare tutti i bambini con disabilità sensoriali, intellettive e anche tutti i bambini con disabilità motorie lievi che non hanno bisogno di una carrozzina. Questo non significa che non deve essere installata in un parco ma, come abbiamo ripetuto all’infinito, non pensate di aver regalato un gioco ai bambini disabili se decidete di scegliere questo tipo di gioco, avete installato un gioco solo per alcuni bambini con disabilità e sopratutto ricordate di renderla accessibile predisponendo un vialetto privo di barriere, possibilmente in piano e liscio, (meglio evitare terreni con fondo erboso, terra battuta o ghiaia).
Accessibilità parco e giochi
Un parco inclusivo, cosa significa realizzare un parco giochi inclusivo? Prima di tutto significa che, se vogliamo tener conto delle necessità di chi fatica di più per utilizzare i giochi, deve essere facilmente raggiungibile, accessibile e privo di barriere. Il fondo del parco deve essere composto da materiali percorribili in maniera agevole e possibilmente in autonomia quindi viali pianeggianti e lisci e sufficientemente larghi da permettere alle carrozzine di transitare, manovrare ed eventualmente incrociare un’altra carrozzina.
Un fondo di ghiaia non è facilmente percorribile, un terreno coperto d’erba non è facilmente percorribile, una rampa con pendenza superiore all’8% non è percorribile in maniera agevole, un vialetto troppo stretto non permette il transito affiancato di due carrozzine. In un parco giochi inclusivo un bambino in carrozzina deve riuscire a muoversi con facilità e in autonomia.
Un terreno naturale, (sabbia, ghiaia, terra,…), è soggetto a cambiamenti dovuti all’alternarsi di temperatura calda e fredda, alla pioggia, e al numero di volte che viene calpestato… Questo tipo di terreno non è la soluzione ottimale per un parco giochi inclusivo…
Sarebbe corretto anche dare alcuni riferimenti per orientarsi a bambini ipovedenti o ciechi.
Farete un grande favore garantirete il diritto alla fruizione di uno spazio pubblico anche ad eventuali genitori in carrozzina o persone anziane che utilizzano un bastone o carrellino per camminare e che vogliono portare al parco il figlio o nipote.
Fruibilità giochi bambini con disabilità
Se è vero che non tutti i giochi sono “inclusivi” allo stesso modo, (e che in realtà ad essere inclusivo è il parco), cosa scegliere per un parco al fine di dichiararlo inclusivo? Naturalmente non devono essere banditi giochi come scivoli, altalena a tavoletta, pareti da arrampicata e bilici. I giochi devono essere per tutti, devono essere divertenti, mettere alla prova le abilità del bambino, stimolare la fantasia e permettergli di socializzare con i compagni di gioco. Questo non impedisce di avere un’occhio di riguardo per chi sull’altalena a tavoletta non ci può salire, per chi non riesce a salire le scale e può raggiungere solo giochi rimanendo seduto su una carrozzina. Questi giochi esistono e forse sarebbe equo installare un gioco tradizionale e uno adatto anche a bambini con disabilità. Non vogliamo dare i numeri, non siamo in grado e non ci piacciono, preferiamo il buonsenso, (ma se volete leggere i numeri potete far riferimento alle ADAAG: How Many Play Components Must Be on an Accessible Route?)
Il nostro consiglio è: sì allo scivolo ma se possibile prevedete due accessi: uno avventuroso e uno con piattaforma di trasferimento. Sì all’altalena: una con sedile a tavoletta, una con sedile a gabbia per bambini piccoli e, se possibile, un sedile con schienale, (eventuali protezioni laterali) e cinghie o barra di contenimento. L’altalena a cestone è un buon compromesso e può essere utilizzata da tanti bambini, anche da molti con disabilità motorie, (ma non tutti). Sì ai giochi a molla ma prevedetene almeno uno con schienale e protezioni laterali di contenimento, (non un piccolo schienale di 15 cm. x 15 cm ma uno schienale che possa sostenere un bambino che non ha il controllo del busto).
Insomma parliamo proprio di buonsenso e parità di diritti, quel famoso diritto al gioco sancito dalla Convenzione ONU: no a un parco inclusivo con 2 giochi accessibili e fruibili anche da parte di bambini in carrozzina e 10 giochi irraggiungibili. A tutti piace giocare, non è bello stare solo a guardare o limitarsi a poter usare un solo gioco.
Rampe
Alcune strutture gioco per poter essere accessibili alle carrozzine necessitano di rampe. Ricordate che la pendenza massima consentita è l’8%, (meglio ancora se inferiore), e che ogni 10 m. di lunghezza deve essere previsto un ripiano orizzontale. Non siate avari neppure con la larghezza, deve essere consentito il passaggio alle carrozzine, (minimo 90 cm.), ma possibilmente anche a un bambino e una carrozzina affiancati. Ricordate che i giochi devono poter essere utilizzati in autonomia, non devono essere i genitori a spingere il bimbo sulla rampa per raggiungere i giochi.
Ombra
Altra cosa per nulla scontata che riguarda tutti i tipi di parchi. Abbiamo visitato tanti parchi e, ove erano presenti precedentemente all’installazione dei giochi sono presenti anche alberi ma nei parchi realizzati su distese piatte di terreno raramente vengono previsti alberi o altre soluzioni atte a creare una zona d’ombra. In Italia in inverno sono pochi i bambini che frequentano i parchi mentre in primavera, estate e autunno si riempiono di bambini, In estate fa caldo, in alcune regioni molto caldo e il tasso di umidità è altissimo: vogliamo prevedere qualche albero a grande chioma che possa fare ombra?
Suggerimenti per i progettisti
Più che un suggerimento, un sfida! Ci sono bambini con disabilità motorie così gravi che a malapena possono muovere le mani ma sono anche loro bambini. Non hanno il controllo delle gambe, braccia, tronco, collo… Ma anche loro vogliono giocare! Purtroppo sul mercato esistono pochissimi giochi adatti a loro: l’altalena per carrozzina, la giostra girevole, la gondola. Giochi passivi su cui si può salire e dondolare, girare o oscillare. Non sarebbe bello riuscire a proporre loro qualche attività meno passiva? Esistono anche vialetti sonori, con suoni/note musicali che si attivano al passaggio di una persona. Chissà che a qualche progettista non venga in mente una bella idea per realizzare un gioco semplice e facilmente installabile nei parchi
Sicurezza
Linee guida, accessibilità, fruibilità da parte di tutti, rampe… Tutto importante ma la cosa più importante che va sempre messa davanti a tutti è la sicurezza. Non dimenticate mai che in Italia esiste una norma che regolamenta la sicurezza dei giochi, la EN 1176.
La normativa definisce i parametri che devono rispettare le attrezzature di gioco e le pavimentazioni. Ogni attrezzatura gioco deve disporre di un certificato rilasciato da un Istituto autorizzato, i produttori devono consegnare agli acquirenti un manuale di installazione e dichiarare le dimensioni dello spazio di sicurezza e la misura dell’altezza massima di caduta di ogni singolo gioco. Si tratta di una norma importantissima perché evita che i bambini, che sono i fruitori dei giochi, si feriscano. Non dimentichiamoci mai di rispettare la norma EN 1176 per il bene di tutti.
Vi abbiamo presentato le linee guida “Parchi per tutti” scritte da Claudia e Raffaella. Semplici suggerimenti e riflessioni dettate dalla nostra esperienza. Per ogni domanda, dubbio, suggerimento scriveteci a questo indirizzo: parchipertutti@gmail.com
Claudia Protti & Raffaella Bedetti, 08/06/2015.
Post in costante aggiornamento. Data inserimento ultime informazioni: 02/06/2015
PICCOLO DIZIONARIO
Accessibile: di facile accesso. Raggiungibile, agibile.
Fruibile: di cui si può fruire. Utilizzabile, godibile.
Giocare insieme: dare la possibilità ai bambini di interagire senza barriere o discriminazioni.
Includere: comprendere o far entrare in un gruppo, in una totalità e simili.
Linee guida: un insieme di raccomandazioni sviluppate sistematicamente, sulla base di conoscenze continuamente aggiornate e valide, redatte allo scopo di rendere appropriato, e con un elevato standard di qualità, un comportamento desiderato. Tali norme sono una base di partenza per l’impostazione di comportamenti e modus operandi condivisi in organizzazioni di ogni genere nel campo sociale, politico, economico, aziendale… Prevalentemente non si tratta di procedure obbligatorie, (Wikipedia)
Parco giochi inclusivo: un parco che garantisce l’inclusione ovvero permette di giocare a tutti i bambini insieme utilizzando le medesimi strutture gioco indifferentemente che essi siano normodotati o disabili.
Se ti interessa l’argomento LINEE GUIDA REALIZZAZIONE AREA GIOCHI leggi anche:
– Parco inclusivo? http://www.parchipertutti.com/parco-inclusivo-3/
– Caratteristiche di un’area giochi inclusiva: accessibilità http://www.parchipertutti.com/caratteristiche-di-unarea-giochi-inclusiva-accessibilita/
– Linee guida Stessi Giochi Stessi Sorrisi – Comune di Jesolo http://www.youblisher.com/p/216768-Linee-Guida-SGSS/
– ADAAG Americans with disabilities act https://www.access-board.gov/guidelines-and-standards/recreation-facilities/guides/play-areas
– Comune Parma: linee guida progettazione aree verdi pubbliche http://edilizia.comune.parma.it/fileUpload/Cms/files/sw4ARedQPk_319.pdf
08/06/2015
Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti
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Parcopertutti
10 Giugno 2015 at 6:22 pmCommenti chiari, linee guida fruibili e chiare.
Complimenti
Ps
Certo che ci volevano due mamme per fare questo………
Parchi per tutti
10 Giugno 2015 at 6:49 pmGrazie Pietro, in realtà sono più un invito a una riflessione, a prendere in considerazione tutti gli aspetti quando si progetta un parco. In ogni caso speriamo siano utili! Claudia e Raffaella