Giocare con la ghiaia e l’acqua al parco
20 Giu 2016

20/06/2016. Nel pomeriggio alcuni bambini hanno svolto grandi lavori manuali presso l’area giochi Tutti a bordo! Al grido di “togliamo i sassi dalla fossa!” hanno iniziato a scavare con palette, cucchiai, con le mani.

Un paio di bambini, i capo cantiere, davano istruzioni ai lavoratori: “non fate passare l’acqua”, “scava bene”, “stappa il tubo”, “sposta la pallina”, “non fate girare la ruota”, “scava vicino al tubo”, “ferma l’acqua” …
Ad un certo punto, dopo tanto lavoro, si è udito un grido più forte: “ce l’abbiamo fatta!”, ed ecco l’acqua uscire da tubo e la vasca che si svuota. Nel frattempo alcuni bambini più piccoli gettavano la ghiaia nella vasca cercando di non farsi vedere dai piccoli “stappatori” 🙂

È stato bello osservare i bambini organizzarsi, dare ordini, contro ordini, decidere di vuotare la vasca e poi cambiare idea, … Per fortuna nessun genitore si è intromesso, i bambini erano liberi di fare ciò che volevano, (anche bagnarsi), una bella dimostrazione di quanto siano capaci di organizzarsi e soprattutto di quanto sia importante il gioco!

Infatti è proprio giocando insieme, come scrive Peter Gray nel suo libro Lasciateli giocare che i bambini “imparano a trattare con gli altri, ad accontentarli e a gestire e superare l’irritazione che può derivare da un eventuale conflitto.” E poi ancora: “Un gioco sociale (ovvero, un qualunque gioco preveda più di un giocatore) è, per sua natura, un continuo esercizio di collaborazione, attenzione alle esigenze reciproche e decisioni consensuali. Il gioco non è dovere; i giocatori sono liberi di smettere in ogni momento.

Peter Gray ci ricorda che sarebbe bene “assicurarsi che i nostri figli abbiano opportunità autentiche di giocare liberamente all’aria aperta, con gli altri bambini, senza interferenze adulte perché attraverso queste esperienze imparano a risolvere i problemi, controllare gli impulsi, modulare le emozioni, mettersi nei panni degli altri, negoziare le differenze, andare d’accordo e sentirsi alla pari con chi hanno intorno.

 
Dopo un’ora e mezzo di scavi i bambini, stanchi, sporchi e completamente bagnati da capo a piedi, sono stati richiamati dalle loro mamme perché era giunta, purtroppo, l’ora di andare a casa a fare una bella doccia calda. Mentre i lavoratori vuotavano la vasca del gioco d’acqua dalla ghiaia, altri bambini si arrampicavano sullo scivolo, altri dondolavano in altalena e altri ancora roteavano dentro al disco. Tutto questo accade in un parco giochi inclusivo, dove l’accessibilità è garantita a tutti, dove ci sono giochi fruibili anche da parte di bambini con disabilità, un parco dove vive un serpente magico che si chiama Tuiotù.
 

Chiedete ai Sindaci della vostra città di realizzare un parco giochi inclusivo! Un parco dove tutti i bambini possono muoversi con facilità e in autonomia, un parco dove sono installati giochi il più possibile accessibili e fruibili da parte di tutti i bambini: con e senza disabilità. Un parco dove i bambini, tutti, possono fare esperienza di gioco.

Chiedete ai Sindaci di affidare la progettazione di un parco a persone competenti, perché questo fa la differenza! Acquistare giochi da un catalogo e installarli in un parco non garantisce lo stesso risultato ottenuto con una progettazione che tenga conto del luogo dove verrà realizzato il parco, delle persone che vivono in quella zona, … Progettare un parco significa realizzare un luogo che offre ai bambini una grande e importante esperienza di gioco.

Claudia Protti & Raffaella Bedetti – © Parchi per Tutti

 

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